Non ti voglio vicino

il nuovo libro di Barbara Garlaschelli in uscita il 26 gennaio

Jan 4

Dietro le quinte del romanzo (Lorenzo)

Prima dell’uscita del libro, il 26 gennaio 2010, mi piacerebbe portarvi con me tra i personaggi che popolano la mia storia, nei posti dove hanno vissuto, nei pensieri che hanno fatto, nei gesti che hanno compiuto.

Mi piacerebbe mostrarvi anche i posti che ho avuto nella testa mentre la scrivevo questa storia e le parole e le persone che ho incontrato nella mia fantasia. Loro mi hanno condotta per molte strade.

Alcuni episodi sono nati da fatti veri, raccontati da mio padre, da mia madre, da due fratelli di mio padre (Lanfranco e Silvio), dai suoi amici (Titi e molti altri), da persone incontrate durante la lavorazione di questo libro.

Per costruirlo ho utilizzato molto materiale: documenti, libri fotografici, romanzi, film, musica, internet. Ho visto posti e conosciuto gente. Soprattutto ho molto ascoltato e molto scritto e molto buttato via. Senza rimpianti.

Sarà come viaggiare.
Si parte?
Si parte.

Cominciamo dal protagonista maschile: Lorenzo.

All’inizio della storia ha nove anni. Vive a Milano e la guerra è alle porte.

(…)

Nel sogno c’è qualcuno che lo insegue.Lorenzo si agita nel letto e suo fratello Mario apre gli occhi per un secondo, poi li richiude. Nel sogno c’è una lunga via buia e stretta. C’è odore di verdura marcita, come quella che spesso gli zii di Galliate gli regalano. Verdura vecchia che dopo poco comincia a puzzare e che mamma butta sempre via, con un’espressione schifata.Lorenzo si tira la coperta sopra la testa.Nei sogni ha sempre freddo. E ha sempre fame. In questo non c’è grande differenza con la realtà. Dopo che ha percorso la via buia e stretta, arriva in un negozio che vende pane e dolci. Nella realtà non ha mai visto, né tantomeno assaggiato niente del genere. Gli occhi si riempiono di lacrime. E’ nostalgia di qualcosa che non ha mai conosciuto, un sapore che gli manca.Per sfuggire al suo inseguitore entra nella panetteria perché, pensa, se sto in mezzo alla gente nessuno potrà fargi del male. Nel locale, però, non c’è anima viva. Soltanto scaffali pieni di pane e vetrine piene di dolci. Lorenzo allunga una mano verso un pezzo di pane bianco, bianco come non ne ha mai visto. Il profumo gli entra nel naso e le lacrime gli scendono lungo le guance. D’un tratto sente anche dei passi che si stanno avvicinando, ma non gli importa. Gli importa solo del pane. Quando sta per afferrarlo, la porta si apre di colpo. Lui non si volta. Ha paura, ma non si volta. Il pane bianco è lì, a un millimetro dalla sua mano, può sentirne il calore. E’ lì, ci vuole un niente…